Camillocromo

Musica Onirica per Film Immaginari

  • Data di pubblicazione: 2005-04-01

TRACKLIST

1) Birillo
2) Baghdad Waltz
3) Carnavao
4) Barcelona
5) Rumbassalire
6) Fine Stagione
7) Minor Checco
8) Marianinna
9) Vino Annacquato
10) Buco in uno!
11) Totul pentru muzica
12) Frei larks from L.A.

tutti i brani composti da A. Becucci, tranne 2(The Baghdaddies), 7(F.Masi), 10(TSPO), 11 & 12(Tradiz.)

Clarinetto Enrico Chiarini Batteria Gabriele Stoppa Tromba Francesco Masi Contrabbasso Matteo Bennici  Fisarmonica Alberto Becucci Arrangiamenti Camillocromo

Registrato in presa diretta il 3 Gennaio 2005 presso l’Isola Cannon Jack, Nipozzano.

Registrazione e mixaggi Simone Reggioli Illustrazioni Mario Yanez

RECENSIONI

“[…] questi cinque fiorentini rappresentano certamente qualcosa di particolare in un panorama nazionale sempre alla ricerca di novità, una novità che sia di sostanza non certo solo di forma. Che cosa intenda rappresentare la loro musica lo si capisce bene dal titolo che hanno scelto per loro disco di debutto, un gioiellino di creatività che potrebbe spalancare loro i sipari di prestigiosi luoghi di musica. […] Si gira il mondo con i suoni dei fiati a trascinare melodie ora strappate ora avvolgenti comunque sempre iprevedibili e catalizzanti. Musica descrittiva? Forse… ma le storie dipinte sono fantasiose (almeno quelle che immaginiamo noi ci paiono tali) e quindi raccontarle suona bene e facile. Di sicuro la vena compositiva di Alberto Becucci […] è felice ma tutto il lavoro tradisce una rielaborazione a più mani. Sudamerica e Balcani, echi circensi e ballate popolari ridotte in musica senza testo, divertissement irridenti e ritmi da ballare. Musica contro le etichette musica da ascoltare, musica che sgomita per avere spazio. Diamoglielo, che se lo merita tutto”

Roberto G. Sacchi – Folk Bullettin- Numero 220, Marzo 2006

 

“[…] L’album è una tavolozza ricca di colori dove influenze d’ogni genere si mescolano in modo magistrale. […] L’intero album è da interpretare come un pezzo unico che attraverso mille volti crea un’opera sinuosa in grado di divertire e accarezzare l’orecchio dell’ascoltatore; ogni melodia porta la mente in mille spazi diversi e ognuno può davvero crearsi dei film immaginari.[…] un sound in continua trasformazione, in uno stupendo viaggio multicolore tra film immaginari”

Andrea Lettieri – Extra! music magazine – Novembre 2005

 

“Bisogna provare a chiudere gli occhi e proiettare interiormente scene memorabili o del tutto inventate, bisogna provare a immaginare un uomo ed una donna che si parlano da vicino, una città in festa, qualcuno che scola una bottiglia di Vino annacquato, un ladro che sgattaiola via cercando di non farsi vedere, una banda di paese che suona sopra una zattera […] Ce n’è di tutti i colori insomma, colori che vengono mescolati con sapienza e virtuosismo mai fine a se stesso, di cui la chiave ultima, la cifra stilistica primaria è proprio il camaleonte continuo, l’improvviso cambio di tempo e di impianto ritmico, lo scambio di leadership tra gli strumentisti, nella esposizione dei temi […]grandissima competenza dei sei componenti del sestetto che, oltre ad avere una spiccata verve improvvisativa e creativa, godono anche di un ottimo suono riguardo ai loro strumenti[…]”

Pierluigi Siciliani – Bravo! – Novembre 2005

 

“[…] i Camillocromo ridisegnano la musica popolare(sca) attraverso quell’attitudine ‘globale’ imposta dalla modernità e tipica, da sempre, del bacino mediterraneo […]. L’ascolto di “Musica onirica…” è super-consigliato […] a tutti coloro che hanno voglia di fare un’esperienza auditiva al di fuori dagli schemi e dalle solfe che il racket del disco impone a ritmi ormai inverecondi.”

Sands-zine – Ottobre 2005

 

“[…] un atmosfera di tecnicismi e virtuosismi che poco si notano, dote che caratterizza i musicisti veri. […] Il cd è composto da 12 canzoni, di vari generi, dove la sessione ritmica di una bellezza “onirica” fa da pilastro agli altri strumenti, che si alternano e si mescolano coccolando i nostri sensi. […] E tra un viaggio immaginario tra le pieghe della mia coscienza e le dolci note dei Camillocromo ho capito una cosa. Che mi piace sognare.”

Matteo Madafferi – Kathodik – Ottobre 2005

 

“Capita a volte, entrati al cinema, di chiudere gli occhi e, anche resistendo agli inviti insistenti di Morfeo, iniziare a sognare, lasciandosi cullare dalle musiche insinuanti che provengono dallo schermo. E pian piano, sognando (o forse dormendo, o magari vivendo, di perifrasi in perifrasi come il bradipo sugli alberi) un nuovo film ti si forma dietro gli occhi. Altri colori, altre scene, altri personaggi e persone. Si dorme, si sogna, si pensa sulla base di musiche e delle luci filtrate del film che pian piano scorre. I Camillocromo ci hanno regalato un sogno. Hanno tolto le immagini e lasciato la musica e la musica, signori, fa sognare! […] E il disco che gira pigro sul lettore ci manda sentori felliniani ed echi bregoviciani, rimandi di jazz, New Orleans anni ’30, l’orchestra del Titanic, il pianista sull’oceano, ma anche la classe e la nitidezza di suono dei Madredeus in “Lisbon Story” di Wim Wenders e la rarefazione e gli echi di valzer immaginari di qualche film francese in bianco e nero. Massì! Anche sotto un Maigret d’annata ci starebbero bene. Che musica fanno? L’abbiamo detto: musica da film. Ma il film non c’è! Oddio, come facciamo? Lo ripeto: chiudiamo gli occhi. O apriamoli su un bel libro. O guardiamo immagini scegliendole con cura. Loro ci danno la colonna sonora. A noi spetta sfruttarla al meglio[…].”

Giorgio Maimone – Bielle – Ottobre 2005

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” Certo che la loro idea è proprio originale: immaginare dei film… e musicarli. Alle prime note mi è venuto subito in mente Federico Fellini . Non pensiate sia pretenzioso il parallelo, davvero certe atmosfere evocative dei Camillocromo riportano a film come Otto e mezzo o La Dolce Vita . Ma ascoltando il loro sound ricco di influenze balcaniche, zigane, jazzate, viene persino in mente un certo Nicola Piovani […] le loro note sono a tratti poetiche, morbide, sensuali, fresche. E poi si accendono con guizzi grintosi, gioiosi, ebbri di energia, elettrizzanti, lasciando nella mente suggestioni inaspettate.”

Vera Risi – Bazar – Ottobre 2005

 

” È come fare un tuffo nell’arcobaleno, lasciandosi trasportare dalle onde sonore di un complesso musicale senza dubbio accattivante, quantomeno originale: sonoritá felliniane, miscelate con uno swing delicato che ricoda gli anni ’40 della gloriosa New Orleans, il tutto condito dal sapore di spezie balcaniche. […] Un incontro di musicisti con passate esperienze diverse, per un risultato eclettico, cromatico, così come suggerisce il nome del gruppo. […] Chiudete gli occhi, aprite il cuore, e mettetevi a sognare… “

Iuna Noferini – Musicletter, Settembre 2005

 

“[…]non di comune musica d’ascolto di questi tempi si tratta, ma bensì di una bellissima declinazione dell’arte musicale.[…]. Superfluo stare a commentare ogni singola traccia, questo disco è un tutt’uno e va semplicemente messo nel lettore e goduto.[…] .Questa musica mi trasmette tanta speranza e buonumore e fa trasparire davvero tanto talento, sia compositivo che esecutivo.”

Emilio Zucca – Rocklab.it, Giugno 2005

 

“[…]La loro musica infatti, spazia dalle atmosfere più classiche dei jazz club, attraversa le piazze dell’Europa dell’Est e le feste zigane, sfiora il cinema felliniano, strizzando l’occhio ai ritmi delle calde balere mediterranee, conducendoci in un caleidoscopio di note e sonorità dal sapore a volte piccante, altre dolce, senza dubbio suadente: un vero e proprio viaggio, tra i profumi di spezie ed essenze odorose quasi emanate direttamente dai loro strumenti.”

Virginia Chiffi – Il Corriere di Firenze, 26 Maggio 2005

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“I fiorentini Camillocromo esordiscono con un album godibile e ben prodotto. Il titolo dice già tutto: musica strumentale concepita come ideale viatico per sonorizzare eventuali lungometraggi (ma non solo, giacché il semplice ascolto é in grado di regalare buone vibrazioni). Partendo da una base jazz, i nostri innestano una pletora di forbite influenze che attingono dai ‘traditional’ balcanici cosi’ come dai ritmi sudamericani: fisarmonica, clarinetto e trombe si amalgamano a dovere su una base ritmica brillante e sinuosa, che invita alla danza in tutta naturalezza […]. In conclusione, un disco riuscito, forte di un fascino innegabile[…].”

Sensorium.it, Aprile 2005

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