Camillocromo

Rocambolesca

  • Data di pubblicazione: 2011-05-12

TRACKLIST

1) Je swingegnere (R. Sarli)
2) Zi’ Cuofana (F. Taranto)
3) Triccheballacche (A. Becucci)
4) Il mago di Brozzi (G. Geroni)
5) Gipsy Dixit (R. Sarli)
6) A-SI-NO (G. Stoppa)
7) Uh Uh!(R.Sarli)
8) Mari (R.Sarli)
9) Micheliñi (G. Geroni)
10) Chicchiricchicchì (A. Becucci)
11) Cani dei Balcani (R. Sarli)
12) Lor signori e lor dame (A. Becucci)
13) Waltz la pena* (A. Becucci)
14) Pierino (G. Geroni)

Fisarmonica Alberto Becucci Clarinetto: Enrico Chiarini Batteria&Percussioni Gabriele Stoppa Trombone Rodolfo Sarli Tromba&Flicorno Francesco Masi Basso Tuba Giordano Geroni  Arrangiamenti Camillocromo

*arrangiamento del M° Carlomoreno Volpini

Resistrato presso il Sonoria Recording Plant di Prato nel Febbraio 2011

Registrazione e Missaggio  Andrea Benassai Masterizzazione  Tommy Bianchi Progetto grafico Paolo Contaldo

 

RECENSIONI

“Quattordici brani nei quali i Camillocromo ci concedono un lasciapassare per un entrare nel set di un film surreale nel quale follia, allegria, gioia e dolore, ci conducono per mano in un viaggio senza sosta che parte dai Balcani, attraversa prima le feste di paese dell’Appennino Tosco-Emiliano tra valzer e tanghi, poi ci fa scoprire l’abilità di un giocoliere in un circo fino a raggiungere una balera di provincia tra swing e balli d’epoca. Insomma Rocambolesca è un esempio di come si possa attraverso la musica dare vita ad un percorso cinematografico ed immaginifico, dove le scenografie sono dipinte dall’emozioni e gli strumenti musicali dettano la sceneggiatura”.

Salvatore Esposito – Blogfoolk – Agosto 2011

 

” I ragazzi sembra proprio si sappiano divertire perché amano quello che fanno. Una sensazione che trasmettono anche all’ascoltatore che come per magia si trova immerso nei suoni e nelle danze di questi saltimbanchi. Finalmente un disco che non si appiattisce su generi di tendenza, che osa senza presunzione e per questo è già un successo”.

Ivan Nossa – Extra! music magazine – Agosto 2011

 

“I Camillocromo sono in bilico fra una banda di paese, una big band di inizio Novecento e roba degna di colonne sonore da film Felliniano, da musicazione delle comiche e di giovani canaglie: il tutto mi ha divertito non poco. Il fatto però è che a divertire e facendo un così bel lavoro non sono capaci in molti, in certi film ci riuscivano Piccioni, Trovaioli, in altri tempi alcune cose di Bregovic anche se con estetiche diverse, invece questa piccola orchestra fa un lavoro così eccellente che avrebbe potuto ascoltarselo anche la buon anima di mio nonno Romualdo e magari farsi un bel balletto con la Jole o con gli altri suoi amici gagà. Nell’ascoltare Rocambolesca spesso mi sono immaginato di essere ad una bella festa di paese, profumo di braciola, piada zeppa di strutto, signore in sala da ballo con la sottoveste bianca e vagonate di brillantina. “signorina Fiorenza… ci sarebbe quel ragazzo al tavolo con mia zia Egle, si chiama Marco, è un grande lavoratore e molto rispettoso del Signore… vorrebbe invitarla a fare questo ballo… sempre che non sia troppo sfacciato”.

Andrea Ferraris – Sodapop – Luglio 2011

 

“Infilato nel lettore il Cd, ci si lascia prendere la mano da un’allegra, crescente follia, talora volutamente esasperata, tal’altra più contenuta, in un vortice di fonti ispirative e stilistiche che se hanno nello swing un apparente tratto d’unione, sono pronte a cambiare subito registro per portarci a Napoli attraverso una scala misolidia o in Romagna con un valzer destrutturato e rigenerato. Ancora una volta, Camillocromo è riuscito a stupirci regalandoci qualcosa di inatteso e consapevole”.

Roberto G. Sacchi – Folk Bullettin – Luglio 2011

 

“Ingegneria onirico-genetica dello spettacolo: lo Zampanò della Strada felliniana s’imbuca nel campo nomadi bregoviccian-kusturiciano di «Underground» dove gli ottoni, i fiati e i tamburi gitani compongono la colonna sonora della precarietà della vita[…] Uno dei risultati possibili – sicuramente tra i più divertenti e conturbanti che possiate trovare qui a Firenze – di questa stramba operazione di ingegneria musical-teatrale sono i fiorentini Camillocromo: sei giramondo funambolici e poetici che prendono la vita e la musica così, come viene, ma sempre con altissima qualità compositiva e realizzativa”.

Edoardo Semmola – Corriere.it – 11 Maggio 2011

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